Lesione della quota di legittima: il Tribunale dispone la riduzione delle disposizioni testamentarie e la reintegrazione dei coeredi

Con sentenza del 17 dicembre 2024, il Tribunale di Bari, Prima Sezione Civile, ha accolto la domanda di riduzione delle disposizioni testamentarie per lesione della quota di legittima, accertando che le attribuzioni previste dal testamento non garantivano ai legittimari la quota loro riservata dalla legge.

La controversia riguardava una successione nella quale il patrimonio ereditario era stato distribuito mediante un articolato sistema di attribuzioni immobiliari, somme di denaro e conguagli tra coeredi. Il punto centrale consisteva nel verificare se, considerando l’intero asse ereditario e le liberalità effettuate in vita, fosse stata rispettata la quota di riserva spettante ai figli.

Un passaggio particolarmente significativo della vicenda processuale ha riguardato la ricostruzione dell’effettiva consistenza dell’asse ereditario. Nel corso del giudizio, attraverso l’attività istruttoria e l’ordine di esibizione della documentazione bancaria e assicurativa, provocato dalle strenue difese di questo studio, sono emersi ulteriori elementi patrimoniali rilevanti ai fini del calcolo della massa ereditaria come, per esempio, la designazione da parte della defunta di una delle coeredi come beneficiaria di una polizza vita. Polizza esibita dall’istituto assicurativo con il nominativo del beneficiario in chiaro a seguito dell’ordine di esibizione del giudice.

Il Tribunale ha fatto, quindi, correttamente uso del principio giurisprudenziale per cui nell’assicurazione sulla vita l’indicazione di un terzo come beneficiario di persona non legata al designante da un vincolo di mantenimento o di dipendenza economica, deve presumersi, fino a prova contraria, compiuta a spirito di liberalità, e costituisce una donazione indiretta, con la conseguenza che gli importi ricevuti dal beneficiario a tale titolo devono essere contemplati nell’asse ereditario (vedi l’approfondimento pubblicato su questo sito nella sezione “diritto in pillole”).

La difesa, pertanto, ha avuto in questo passaggio un apporto particolarmente incisivo: l’individuazione di rapporti patrimoniali non adeguatamente considerati nella ricostruzione originaria e la conseguente attività istruttoria hanno consentito di sottoporre al Collegio un quadro patrimoniale più completo, indispensabile per determinare correttamente la quota di legittima.

All’esito della consulenza tecnica e delle ulteriori verifiche documentali, il Tribunale ha determinato il valore dell’asse ereditario facente capo al de cuius in € 457.119,85, con una quota di legittima pari a € 43.535,22 per ciascun figlio.

Il Collegio ha conseguentemente accertato la lesione delle quote di riserva e disposto la riduzione delle disposizioni testamentarie nei limiti della quota disponibile, mantenendo ferme, per quanto possibile, le attribuzioni immobiliari previste dal testamento e prevedendo invece conguagli in denaro a favore dei legittimari lesi.

I conguagli complessivamente riconosciuti in favore dei legittimari difesi da questo studio ammontano a € 53.137,13, oltre agli interessi legali maturati dal gennaio 2015.

La pronuncia, su esplicita domanda, ha inoltre riconosciuto il diritto al rimborso di € 200,01 sostenuti per l’integrazione della dichiarazione di successione e ha disposto, nei confronti di una delle parti, una condanna di € 3.000,00 ai sensi dell’art. 96 c.p.c., ravvisando i presupposti della responsabilità processuale aggravata.

La decisione offre un interessante esempio di come, nelle controversie successorie, la tutela della quota di legittima richieda una ricostruzione rigorosa e completa dell’intero patrimonio ereditario, non limitata ai beni immediatamente risultanti dalla documentazione disponibile.

Nel caso concreto, la strategia difensiva ha avuto un rilievo significativo proprio nella ricerca, acquisizione e valorizzazione degli elementi patrimoniali necessari alla corretta ricostruzione dell’asse ereditario, nella reticenza di alcuni coeredi convenuti, nonché nella verifica critica delle risultanze della consulenza tecnica. È stata così resa possibile una determinazione più precisa sia della massa ereditaria sia delle somme necessarie alla reintegrazione delle quote lese.